BOLKESTEIN - Cosa scrivono le Associazioni Nazionali. Cosa fanno le Regioni.

 

Le posizioni di ANVA e FIVA le due più grandi Associazioni degli Ambulanti. Come stanno legiferando le Regioni. Piemonte


La Giunta del Piemonte interviene su direttiva Bolkestein, concessioni a 99 anni


Commercio: Piemonte, concessioni per ambulanti a 99 anni
Giunta leghista di Cota interviene su direttiva Bolkstein

(ANSA) - TORINO, 27 LUG - Con lo scopo di ''salvaguardare il lavoro degli ambulanti piemontesi, dare un valore alle loro licenze anche contro il rischio dell' acquisto della aree mercatali da parte delle grandi multinazionali'', la giunta piemontese guidata dal leghista Roberto Cota e' intervenuta sulla direttiva europea ''Bolkestein'' allungando la durata delle licenze degli ambulanti da 10 a 99 anni.
''E' un modo di tutelare il nostro commercio ambulante come avevamo promesso di fare in campagna elettorale'', ha spiegato oggi Cota aggiungendo che ''il Piemonte e' la prima regione italiana ad aver preso concreti provvedimenti sulla normativa comunitaria in questione''.
In questo modo, spiega ancora il governatore del Piemonte ''le concessione diverranno un vero bene aziendale dell'ambulantato e rappresenteranno per questi commercianti una sicurezza, una sorta di pensione nonche' un bene anche tramandabile''. Ma non e' tutto. A fronte di questa azione di tutela, Cota ha voluto premiare gli onesti a discapito dei furbetti, disponendo di rinnovare le licenze solo agli ambulanti in grado di dimostrare di aver pagato le tasse dell'anno precedente''. ''In questo modo - ha chiosato Cota - si arrivera' finalmente ad una vera concorrenza leale nei mercati''.
Secondo Cota e l'assessore al commercio William Casoni, il nuovo provvedimento rappresenta anche un importante mezzo per frenare l'espansionismo delle grandi multinazionali ''che gia' avevano messo un occhio su molte delle licenze operative nei mercati di Torino e del Piemonte. La Bolkestein, infatti, prevede che un unico soggetto possa anche comprarne un numero molto alto venendo a coprire una piazza, un'area intera per poi poter magari realizzare un nuovo supermercato''. (ANSA).

 

Nota del Presidente Anva Maurizio Innocenti sulla vicenda Bolkestein

In questi ultimi tempi le valutazioni connesse alla applicazione della direttiva Bolkestein, in Italia, hanno provocato reazioni ed iniziative che è bene valutare ed analizzare, onde evitare di lasciare il campo aperto a strumentalizzazioni e fantasiose interpretazioni.
A più riprese Confesercenti, attraverso il proprio Ufficio Legislativo, e la stessa ANVA hanno predisposto puntuali e precise indicazioni, a tutela delle categorie interessate, sottoponendole all attenzione del Governo.
Per quanto riguarda l ANVA, in ordine di tempo, l ultima del 15 febbraio 2010 (che alleghiamo alla presente) sottoscritta dai Presidenti Nazionali di ANVA Confesercenti e FIVA Confcommercio inviata a Governo, Regioni, ANCI, Commissioni Parlamentari, Assessorati Regionali al Commercio, che in estrema sintesi ribadiva:
NEL RILEVARE COME L APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2006/123 NON POSSA PRESCINDERE DALLA VALUTAZIONE DELL ATTUALE REALTÀ, ANCHE DI CONSISTENZA DEI MERCATI E DELLE FIERE CHE SI SVOLGONO NEL PAESE, LE SCRIVENTI ORGANIZZAZIONI CHIEDONO:
- IN PRIMO LUOGO CHE LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL ARTICOLO 16 COMMA 4 NON SIANO APPLICATE AL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE E ALLE SUE CONCESSIONI;
- IN VIA SUBORDINATA CHE SIA STABILITA UNA PROROGA DI ALMENO 5 ANNI PRIMA DELL?ENTRATA IN VIGORE DI TALI DISPOSIZIONI, AL FINE DI INDIVIDUARE E CONCORDARE FRA TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI INTERESSATI (E CON IL CONCORSO DELLE ORGANIZZAZIONI) NUOVE REGOLE IN MATERIA E CHE CONTESTUALMENTE SIA PREVISTA UNA NORMA TRANSITORIA CHE MANTENGA IN VIGORE L ATTUALE SISTEMA NORMATIVO;
- CHE, IN CONSIDERAZIONE DEI PRINCIPI DI INTERESSE GENERALE DI CUI ALL ARTICOLO 12 DELLO SCHEMA DI DECRETO, L ATTIVITÀ DI COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE CONTINUI AD ESSERE RISERVATA ESCLUSIVAMENTE ALLE DITTE INDIVIDUALI E ALLE SOCIETÀ DI PERSONE.
Nota questa recapitata a tutte le nostre Associazioni territoriali in data 18 febbraio 2010.
E storia di questi giorni che il Consiglio dei Ministri in data 19/3/2010 ha emanato il Decreto attuativo della direttiva Bolkestein accogliendo la parte più importante delle nostre rivendicazioni: continuità del diritto di concessione del suolo pubblico per i titolari di autorizzazioni con posteggio.
Ha ribadito, invece, la possibilità di costituire imprese, per il commercio su aree pubbliche, sotto forma di società di capitali.
E ovvio che la modifica da noi richiesta e recepita garantisce e preserva un diritto fondamentale, senza il quale le autorizzazioni e le titolarità delle concessioni sarebbero andate a scadenza, non garantendo la continuità di impresa e vanificando ogni valorizzazione commerciale della stessa (perdita di avviamento).
In relazione alla possibilità di costituire società di capitali, occorre tenere presente che le regole, attualmente vigenti, per il commercio su aree pubbliche non consentono allo stesso soggetto di detenere più di due o tre concessioni (a seconda delle leggi regionali), all interno della medesima area di mercato.
Da qui a dire, come qualcuno ha affermato, che la Grande Distribuzione occuperà tutti i nostri mercati, la strada è obiettivamente impraticabile. Le società di capitali non potranno essere titolari di più di 2 o 3 concessioni all interno dello stesso mercato così come per tutti noi.
Semmai dovremo valutare se le nuove forme societarie possono invece favorire processi di modernizzazione e razionalizzazione del settore.
Il Comitato - STOP ALLA BOLKESTEIN - sorto a Torino, che ha organizzato manifestazioni di protesta nel 23 e 24 marzo ha carpito la buona fede, per fini avulsi dagli interessi della categoria, di tanti nostri colleghi e associati facendo loro balenare, pur essendo perfettamente informati dei fatti, che le prospettive per i nostri mercati sarebbero state quelle della occupazione da parte della Grande Distribuzione e della perdita di ogni diritto.
Dette manifestazioni però ci debbono indurre a valutare con maggiore attenzione lo stato di malessere di gran parte della categoria e ci devono portare a fare di più e ad informare meglio e con maggiore tempestività!
Il giorno 8 aprile a Modena e il 15 a Napoli si terranno due nostre iniziative sulle tematiche sopra esposte, alle quali auspico di potervi incontrare.
L ANVA e la Confesercenti di Torino organizzeranno una specifica iniziativa per riportare nell alveo della corretta dialettica i rapporti fra imprenditori ed associazione.
Ribadendo che l azione svolta dalla Associazione è sempre più affidabile rispetto ai comitati che sorgono in modo estemporaneo e con finalità molto spesso dichiarate, sta a noi fare lavorare meglio e pretendere di più dalle nostre ANVA.

 

Una lettera al sistema FIVA da parte del Presidente Errico.

L intento è stato quello di precisare i contorni dell azione sindacale della Federazione nella vicenda Bolkestein, anche per rispondere a strumentalizzazioni ingiustificate. Di seguito il testo integrale della lettera.

Cari amici e colleghi,

all indomani dell approvazione definitiva del decreto di attuazione della direttiva europea 2006/123, meglio nota come direttiva Bolkestein, desidero puntualizzare alcune questioni per illustrare l azione svolta dalla Federazione a tutela della categoria e per chiarire alcuni aspetti rimasti sullo sfondo. E, tanto per essere chiari, trovo del tutto sbagliato (e peraltro demagogico) che taluno gridi e strepiti dopo non aver fatto nulla per cambiare qualcosa. Mi riferisco con ogni evidenza ad alcune manifestazioni ? di cui hanno  parlato i media ? dal chiaro sapore elettorale e che sono arrivate a giochi fatti, dopo che i loro promotori o ispiratori non hanno mosso un dito a sostegno dell azione svolta dalla Federazione.

La giunta della Federazione ha iniziato ad occuparsi dello schema di decreto fin dal settembre del 2009 ponendosi tre obiettivi :
- mantenere la programmazione dell attività e cioè il regime autorizzatorio;
- impedire l apertura del settore alle società di capitale;
- mantenere i diritti acquisiti e il sistema dei rinnovi delle concessioni sulla base dell anzianità.

Sulla base di tali obiettivi è stata sviluppata un?azione coerente dapprima sul piano informale ? con ripetuti incontri con i funzionari ministeriali e regionali ? e , successivamente all uscita dello schema di decreto, sul piano dei rapporti politici. Il primo appunto sulle motivazioni del nostro no alla Bolkestein reca la data del 20 settembre e compare nel documento confederale del 15 ottobre 2009 inviato a Governo e Parlamento. La prima lettera inviata al Ministro Scajola e nella quale si ribadivano le nostre posizioni è del 23 dicembre. Contemporaneamente venivano allertate le Associazioni per intervenire sui parlamentari locali, tenuto conto che il provvedimento (atto governo 171) doveva essere sotto posto al parere delle Commissioni Parlamentari.

Da allora, non è passato giorno senza un intervento della Federazioni su Confcommercio, Assessorati Regionali, parlamentari di maggioranza e di opposizione con lettere , note, incontri di cui il nostro sito dava regolarmente notizia.

Il 15 febbraio Fiva ed Anva assumevano una posizione unitaria con una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Scajola, ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari, alla Consulta Stato Regioni, agli Assessori Regionali.

A seguito di ciò il sistema Fiva (Federazione e Associazioni Territoriali) mettevano in atto una forte azione di lobbyng con ripetuti incontri con  l?on. Mazzocchi, con la segreteria dell on. Bersani, con il Presidente della Camera Fini, con il sen. Mazzatorta e con l on. Lo Presti, fino ad arrivare alla audizione del 4 marzo presso la II e la X Commissione della Camera riunite in seduta congiunta e all?incontro con il Ministro Scajola il giorno successivo.

La Federazione ha dato puntuale notizia dei pareri votati alla Camera e, quindi, del testo definitivo dell articolo 69 concernente il commercio ambulante che (con l aggiunzione di un comma 5) risolve almeno due delle tre questioni poste da Fiva.

Sulle considerazioni tecniche di tale articolo interverrà la Segreteria Generale con una apposita comunicazione : in questa sede preme rilevare come, sotto il profilo sindacale e politico, il decreto approvato risponda in modo soddisfacente alle esigenze da noi manifestate.

Intanto viene mantenuto il regime autorizzatorio  (e non era per nulla scontato visto il regime applicato per gli esercizi di vicinato) : l?attività di commercio su aree pubbliche resta soggetta al possesso di una autorizzazione amministrativa collegata ad una concessione di posteggio, rilasciata secondo una programmazione a monte.

In secondo luogo viene chiaramente stabilito che l?articolo 16 non si applica al commercio su aree pubbliche perché viene prefigurata la possibilità di una normativa di deroga affidata alla Conferenza Stato - Regioni. Il che significa la possibilità di mantenere la concessione e di rinnovarla secondo i criteri attuali, salvando i diritti acquisiti, oltre  che fare salva la possibilità di limitare il numero delle concessioni di posteggio disponibili. Va anche detto che, in attesa di tale determinazioni, nulla cambia rispetto alla situazione vigente, alla durata delle concessioni e al loro rinnovo.

Infine il settore viene aperto alle società di capitale : si tratta certamente di un obiettivo che, nonostante il nostro impegno determinato, non è stato possibile raggiungere perché si sarebbe trattato di una infrazione palese ai principi della direttiva europea che avrebbe esposto l Italia ad un procedimento sanzionatorio. Va però detto che l impatto della norma viene attutito dal fatto che non sarà possibile utilizzare più di un certo numero di posteggi contemporaneamente (che chiederemo nel massimo di due).

Questo è quello che è successo e in questo senso si ritiene di aver assolto con dignità e positività il mandato sindacale, peraltro in piena concordanza con quanto emerso dagli organismi dirigenti  : se ora qualcuno urla e strepita non lo fa certamente per considerazioni oggettive ma per ragioni di bottega elettorale.

E bene quindi che i nostri Dirigenti si assumano la responsabilità di rappresentare le situazioni per quel che sono, nella certezza di aver operato a tutela della categoria, non avendo timore di alcun confronto e sapendo che resta ancora da concludere il lavoro presso le Regioni. Come Federazione ci stiamo già muovendo e, come nostro uso, vi terremo costantemente informati.
 
Cordiali saluti, Giacomo Errico

 

 

 
     
 
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